Il Ruolo dell’Autorità Garante nazionale a Tutela della Continuità educativa per gli studenti con disabilità
Giovanni ha 17 anni, frequenta l’Istituto “Elena di Savoia-Francesco Caracciolo” di Bari ed è uno studente con disabilità. Come tanti suoi coetanei, sogna un futuro, una maturità, una vita piena. Ma a pochi mesi dall’esame di Stato, si è trovato di fronte a un muro: rischiava di perdere la sua insegnante di sostegno, quella che lo ha accompagnato e sostenuto negli ultimi due anni.
Ha scritto anche al Presidente della Repubblica. Ha chiesto solo una cosa: “Non lasciatemi solo proprio ora”. E il suo appello non è rimasto inascoltato.
La risposta dello Stato: quando le istituzioni funzionano
Grazie a un intervento urgente, realizzato in collaborazione tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ufficio Scolastico Regionale Puglia, Garante Regione Puglia e, in modo decisivo, dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Giovanni potrà concludere il suo percorso scolastico con la stessa docente che lo ha seguito finora.
Non è stata una concessione. È stato un diritto riconosciuto. Un diritto che troppe volte, in Italia, viene negato, ignorato, rinviato. Ma ora abbiamo la Figura dall’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, l’Organo di professionisti dell’accessibilità e dell’inclusione.
Il ruolo dell’Autorità Garante: non solo parole, ma azioni
L’Autorità Garante nazionale, con il suo Collegio composto dal Presidente avvocato Maurizio Borgo, dal Componente Vicario professor Francesco Vaia e dal Componente ingegner Antonio Pelagatti, non si è limitata a un parere formale. Ha proposto un accomodamento ragionevole, ha sollecitato una soluzione concreta, ha tutelato la continuità educativa di uno studente che aveva già affrontato troppe incertezze.
“Questo caso è stato affrontato con un provvedimento adottato d’urgenza, dopo una segnalazione specifica. Ma la domanda che dobbiamo porci è: quanti casi analoghi esistono nel nostro Paese?”, ha sottolineato il Collegio.
L’inclusione non può essere un’eccezione
L’Italia è stata pioniera nell’inclusione scolastica, scegliendo nel 1977 di superare le classi differenziali e integrare gli alunni con disabilità nelle classi comuni. Ma l’inclusione non può dipendere dalla fortuna di avere una famiglia determinata, una scuola sensibile, un’Autorità Garante che interviene.
Deve essere la regola, non l’eccezione. Deve essere garantita in modo stabile, uniforme e non occasionale.
I numeri dell’inclusione: un’Italia che cresce, ma che deve fare di più
Secondo i dati Istat diffusi a fine maggio, nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono 377mila, pari al 4,8% degli iscritti, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente e una quota quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni.
La lezione di Giovanni: nessuno deve restare indietro
La storia di Giovanni ci ricorda che l’inclusione non è un’astrazione, ma la vita reale di ragazzi e ragazze che hanno diritto a un futuro. Ci ricorda che la continuità educativa non è un lusso, ma un diritto fondamentale per garantire il successo formativo e l’inclusione reale.
Ci ricorda, soprattutto, che nessuno deve restare indietro. E ci ricorda che questo Accomodamento Ragionevole è un emblema, è la dimostrazione che lo Stato Competente può migliorare la vita della persone.
Ringrazio
il Collegio dell’Autorità Garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità,
il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara,
l’Ufficio Scolastico Regionale Puglia,
il Garante per i diritti delle persone con disabilità Regione Puglia
Abraccio Giovanni, la docente della sua classe, e l’Istituto “Elena di Savoia-Francesco Caracciolo” di Bari.
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